Negli ultimi anni, la costante ricerca di nuove forme di finanziamento locale ha spinto i Comuni ad incrementare i prelievi fiscali nel particolare settore della Tassa sui Rifiuti. Si è dunque verificato un anomalo susseguirsi di diverse discipline di volta in volta applicabili (TARSU, TARES, TARI) non sempre dotate di chiari riferimenti normativi ed invero caratterizzati da significativi dubbi interpretativi.

Ne è emerso, pertanto, un carico tributario che, specie per gli operatori logistici che operano in locali e su aree di vasta dimensione, ha raggiunto oramai cifre non più sopportabili e, soprattutto, non correlate alla reale produttività di rifiuti generati.

Di conseguenza, per far fronte anche ad un ingente contenzioso radicatosi dinanzi le Commissione tributarie, il legislatore è finalmente intervenuto introducendo importanti novità nel settore. Queste, fra l’altro, sono volte proprio a ridurre il prelievo impositivo per determinate attività e per determinate tipologie di rifiuti, riconoscendo in capo agli operatori economici – specie per quelli logistici – importanti percentuali di detassazione.

Le tempistiche e soprattutto le modalità per ottenere tale riduzione fiscale variano da Comune a Comune, essendo prescritte dai singoli regolamenti locali.

I requisiti che devono sussistere per ottenere la detassazione ai fini della Tassa Rifiuti, – previa apposita e rituale istanza – si sostanziano principalmente in tre precise circostanze:

– la prima concerne l’occupazione di aree scoperte non operative, come quelle adibite alla mera viabilità interna o alla semplice entrata/uscita dei veicoli;

– la seconda riguarda la produzione di rifiuti speciali, anche assimilati agli urbani, smaltiti in proprio dal contribuente con relativa attestazione di smaltimento a mezzo formulari rilasciati da ditta specializzata incaricata;

– la terza, infine, interessa i magazzini adibiti allo stoccaggio, dove le merci insistono temporaneamente, e la presenza dell’uomo risulta del tutto sporadica;

Le tre circostanze suindicate possono anche concorrere tra loro (ne conseguirà una maggiore percentuale di detassazione), ma per il riconoscimento della riduzione fiscale potrà risultare sufficiente rientrare in una sola di esse.

Lo studio è a disposizione della propria clientela per effettuare un check up finalizzato a verificare se gli importi annualmente corrisposti ai Comuni di appartenenza siano correttamente determinati, o se sia possibile ottenere qualche forma di abbattimento.

(A cura dell’Ufficio di Bologna – Prof. Avv. Massimo Campailla – 051.2750020)

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