Diritto alimentare

Lo studio fornisce specifica consulenza ed assistenza in materia di diritto alimentare, affiancando gli operatori del settore alimentare nella gestione delle principali problematiche caratterizzanti questo comparto manifatturiero, oggetto di una normazione sempre più ampia, complessa e tecnica.

Grazie all’ampia copertura del territorio nazionale, alle sedi estere dello studio, alla best friendship con studi e professionisti stranieri e alla collaborazione of counsel di professionisti di elevata specializzazione sia forense che accademica nella materia, lo studio è in grado di offrire un’assistenza qualificata sia nei risvolti legali della progettazione del business in campo alimentare, sia nelle attività di compliance e di adeguamento alle modifiche normative, sia nel contenzioso fra aziende e con gli organi del controllo ufficiale.

Di seguito alcuni esempi di incarichi che il Prof. Avv. Paolo Borghi e i suoi più stretti collaboratori hanno svolto di recente:

  • consulenza a nota filiale italiana di una multinazionale spagnola nella gestione delle problematiche conseguenti allo scandalo della “carne di cavallo” in alimenti a base di carne;
  • assistenza a un’azienda del settore dei gelati confezionati a fronte di contestazioni di presunti illeciti nella conservazione di ingredienti, e nella gestione degli aspetti coinvolgenti i media (prevenzione della diffusione di notizie false, cancellazione di pagine web e attuazione del “diritto all’oblio”, a tutela dell’immagine aziendale);
  • assistenza a società emiliana del settore dell’ingredientistica innovativa nella gestione di una crisi da possibile contaminazione accidentale di materie prime provenienti dal Messico (gestione dei rapporti con clienti europei, campagna europea di ritiro volontario a scopo precauzionale, risk assessment per consentire una adeguata difesa in caso di controllo ufficiale e gestione dei rapporti con autorità pubbliche di controllo in Germania);
  • assistenza a un importante esportatore di gelati per una contestazione di non conformità (cross-contamination) di prodotti a marchio negli USA, inclusa gestione dei rapporti con l’importatore e con la Food and Drug Administration;
  • consulenza a società romagnole del settore della piadina ai fini della revisione dell’etichettatura, per evitare conflitti tra le etichette e la nuova IGP “Piadina (o Piada) Romagnola”;
  • assistenza a un importante pastificio nella gestione delle autorizzazioni necessarie alla produzione e alla commercializzazione di baby foods;
  • assistenza a una società francese del settore sementiero a risolvere un contenzioso con un intermediario italiano dello stesso settore;
  • consulenza ad un importante studio legale di Parma, per gli aspetti di diritto alimentare, in un giudizio di appello su una controversia concernente il colorante Sudan I;
  • assistenza e consulenza ad un produttore vitivinicolo del veneto, in una controversia con le Autorità di controllo relativa ad un conflitto tra il marchio di proprietà dell’azienda e una IGP;
  • assistenza continuativa a un’azienda leader nel settore del gluten-free sia nella gestione del contenzioso con i consumatori in tema di sicurezza dei prodotti, sia nella protezione dell’immagine aziendale contro la diffusione di false notizie di stampa;
  • assistenza a operatori del settore dei formaggi nell’adeguamento dell’etichettatura al d.interm. 9 dicembre 2016, e a gestire controversie sulla qualità dei prodotti sia con clienti italiani, che con un cliente di Taiwan;
  • assistenza a noto distillatore in un contenzioso avente ad oggetto l’uso di una denominazione protetta, con un fornitore francese e con l’associazione di imprese cui il fornitore è affiliato;
  • consulenza ad associazione no-profit marchigiana ai fini dell’elaborazione di un regolamento di marchio collettivo, della creazione di disciplinari di etichettatura volontaria e della realizzazione di protocolli d’intesa con Ministeri e altri Organi pubblici del controllo ufficiale;
  • consulenza a numerose società del settore alimentare ai fini dell’adeguamento delle etichette, delle schede tecniche delle referenze e di tutto il sistema informativo sui prodotti alla nuova disciplina europea dell’informazione al consumatore di alimenti (reg. UE n. 1169/2011);
  • più in generale, consulenze continuative ad operatori del settore alimentare per tutte le problematiche di diritto alimentare nascenti dall’ordinaria gestione aziendale, o da crisi e allerta straordinarie.

  • Etichettatura e informazione al consumatore

    Prestiamo consulenza alla clientela nella costruzione delle nuove etichette degli alimenti, e nella revisione di quelle già in commercio, nonché nella progettazione di campagne pubblicitarie e informative. In particolare, assistiamo l’operatore del settore alimentare nella sua opera di adeguamento obbligatorio alle previsioni della normativa, sia orizzontale che verticale, in materia di informazione, oggetto di importanti riforme e in costante cambiamento: sono, queste, le esigenze più sentite dalle imprese alimentari, alla luce dell’ormai completa applicazione del regolamento UE n. 1169/2011 sull’informazione al consumatore. Il monitoraggio continuo della conformità legale dell’apparato informativo di un’impresa alimentare è reso necessario anche dalla frequente emanazione di regolamenti esecutivi e delegati della Commissione europea (sulla etichettatura di origine delle carni, sui prodotti gluten-free, sui nanomateriali ingegnerizzati, ecc.), e dalla altrettanto frequente emanazione di leggi e decreti nazionali: ad esempio, in tema di indicazione obbligatoria dell’origine del latte nei prodotti lattiero-caseari (2016), o di indicazione obbligatoria dello stabilimento produttivo (di imminente emanazione).

  • Problemi legali dei claims e del marketing

    Nell’ambito dell’assistenza in materia di etichettatura e di informazioni sugli alimenti, lo studio affianca, in particolare, gli operatori anche nella scelta dei claims nutrizionali e salutistici, problematica essenziale per il marketing del settore, nel quale l’uso di claims è sempre più frequente, e incontra gli importanti e complessi limiti previsti dal regolamento CE n. 1924/2006. Tra essi, ve ne sono alcuni (quelli sulla salute) che devono essere espressamente autorizzati dalla Commissione europea o – a seconda dei casi – dal Ministero della salute, a seguito di procedura amministrativa. Utilizzare i claims senza essere affiancati da adeguata consulenza legale può essere fonte di sanzioni anche gravi, da parte dell’Autorità garante per la concorrenza e il mercato, e da parte degli organi ispettivi del sistema sanitario nazionale (a seguito dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 27 del 2017).

  • Denominazioni di origine, indicazioni geografiche e proprietà intellettuale nel settore alimentare

    A proposito di marketing e di etichettatura, uno degli strumenti più importanti per gli operatori del settore alimentare che producano alimenti tradizionali e di qualità sono le Denominazioni di Origine Protette (DOP) e le Indicazioni Geografiche Protette (IGP). Lo studio è in grado di assistere le imprese, gruppi di imprese o consorzi che siano interessati ad avviare l’iter di riconoscimento di una DOP o di una IGP o, viceversa, ad evitare conflitti fra il proprio prodotto (e il proprio marchio, denominazione di vendita, ragione sociale, ecc.) e una nuova DOP o IGP. Anche un operatore interessato a penetrare un nuovo mercato, sul quale ha necessità di previamente tutelare il proprio marchio già registrato in Italia o in Europa, ha necessità di una assistenza qualificata, che lo studio – grazie ai propri professionisti of counsel, specificamente dotati di competenza ed esperienza sui meccanismi di tutela propri del diritto alimentare – è in grado di fornire.

  • Tutela concorrenziale nel settore alimentare

    Più in generale, tutte le azioni di marketing sono vitali per il business di una impresa alimentare. La comunicazione al consumatore, con qualunque mezzo (anche internet), va però studiata in modo da evitare che sia considerata “pratica commerciale scorretta”: le procedure di accertamento dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato devono essere possibilmente prevenute e, qualora sia aperta un’istruttoria, questa va gestita nel modo più competente.

    Un’impresa che ha investito risorse umane e finanziarie per l’innovazione, per la realizzazione di un progetto, o per l’affermazione di un marchio sul mercato, ha valori aziendali importanti da proteggere. Prima ancora di iniziare un contenzioso, occorre un’attività di accertamento dei comportamenti fraudolenti del concorrente sleale, e una approfondita valutazione delle iniziative, anche stragiudiziali, da intraprendere a tutela del proprio know-how o del proprio brand.

  • Rapporti b2b nel settore alimentare

    I rapporti contrattuali con i fornitori sono una delle risorse fondamentali per l’impresa alimentare, non solo perché ne garantiscono la continuità produttiva, ma anche perché dall’accurata selezione di chi fornisce ingredienti e materie prime, nonché dalla corretta impostazione dei rapporti contrattuali, dall’efficace gestione degli audits, ecc., deriva la possibilità per l’operatore del settore alimentare di rispettare a propria volta gli obblighi che gli incombono (es. tracciabilità), e di assicurare alla propria clientela (specialmente nei casi di subfornitura, ma non soltanto) gli standards qualitativi pattuiti.

    Lo studio, grazie alla conoscenza approfondita delle problematiche di filiera e dei relativi profili normativi, è in grado di accompagnare l’operatore del settore nei rapporti contrattuali che consentono l’avvio e la prosecuzione dei rapporti B2B, allo scopo di prevenire sia il contenzioso con i fornitori, sia possibili inadempimenti verso i clienti. E quando insorge il problema col fornitore o con il cliente, una corretta impostazione del rapporto contrattuale con essi permette una più rapida soluzione della controversia, o una più efficace rivalsa.

    Occorre poi considerare che anche le imprese che non vendono direttamente al consumatore finale hanno bisogno di qualificate assistenza e consulenza per gestire i rapporti con i propri clienti business. Ad esempio, con i clienti titolari di private labels, che impongono contrattualmente il rispetto di standards privati, o di disciplinari, o che più semplicemente decidono in autonomia il contenuto dell’etichetta. Quando poi accade che i clienti business siano soggetti giuridici stabiliti in altri Paesi, i rapporti contrattuali con essi richiedono di tener conto delle norme dell’UE, degli accordi internazionali e degli ordinamenti nazionali di Paesi terzi.

  • Product liability, responsabilità sanzionatorie e controllo ufficiale

    L’alimento è uno dei prodotti più “delicati” sotto il profilo della responsabilità da prodotto difettoso: entrando nell’organismo umano, eventuali elementi di pericolo (chimico, batteriologico o fisico) presenti nell’alimento possono produrre conseguenze assai gravi alla salute del consumatore. Gli operatori del settore alimentare, pertanto, sono esposti a un rischio economico più elevato rispetto alle imprese di altri settori, per l’elevata complessità tecnica che la produzione alimentare (e le fasi ad essa connesse: condizionamento, packaging, stoccaggio, trasporto) ha ormai raggiunto; e ancora più elevato è tale rischio economico in caso di “danno di massa”, soprattutto dopo l’introduzione, anche in Italia, della cosiddetta class action. Lo studio, grazie alle proprie collaborazioni of counsel, può offrire assistenza sia giudiziale che stragiudiziale per la gestione del contenzioso.

    Quelle verso i privati, però, non sono le uniche responsabilità che possono incombere sull’operatore alimentare. Gli innumerevoli suoi obblighi, introdotti a tutela dell’interesse generale, a prevenzione delle frodi e a garanzia della salute, comportano il continuo rischio di essere soggetti a sanzioni. Le cariche microbiche, gli obblighi in materia di additivi e di aromi, i doveri e le pratiche leali in tema di etichettatura, i materiali a contatto con gli alimenti, gli obblighi di autocontrollo, ecc., sono solo alcuni dei vincoli che l’operatore è costantemente tenuto a conoscere e rispettare, e la cui violazione porta all’applicazione di sanzioni anche gravi. Quando ciò si verifica, lo studio presta la propria assistenza già nella fase del controllo ufficiale, affiancando l’operatore nei rapporti con le autorità di controllo (assistenza all’ispezione, opposizione a sequestro, scritti difensivi, ecc.), e assicurando una pronta ed efficace assistenza nel contenzioso; ma l’apporto del legale nella revisione dei protocolli, delle procedure e dei processi produttivi interni, è fondamentale anche per prevenire sanzioni.

  • Novel foods, prodotti dietetici, integratori e botanicals

    Nel settore alimentare, la regola generale è quella della libertà di immettere in commercio qualsiasi alimento alla sola condizione che esso rispetti le pertinenti disposizioni della legislazione alimentare, e che non sia, in definitiva, un “alimento a rischio”. Questa regola, tuttavia, non vale per tutti i prodotti: l’industria alimentare, infatti, è portatrice costante di grande innovazione, cosicché alimenti e ingredienti tecnologici sono sempre più presenti sul mercato alimentare, così come accade sempre più spesso che alimenti considerati “tradizionali” siano, in realtà, realizzati utilizzando processi produttivi nuovi, tecnologicamente avanzatissimi. L’immissione in commercio di alimenti “tecnologici”, o “biotecnologici”, frutto dell’applicazione della genetica o della nanotecnologia, ad esempio, non può avvenire senza un supporto di consulenza legale altamente specializzata, per seguire l’operatore nell’iter di autorizzazione richiesto dalla normativa UE, oppure per studiare gli obblighi che ne derivano in tema di autocontrollo, o di etichettatura.

    Egualmente, anche l’immissione sul mercato di prodotti di origine naturale, ma non utilizzati correntemente nell’UE prima del luglio 1997 (c.d. “novel foods”), o di prodotti destinati a esigenze nutrizionali specifiche di persone affette da malattie del metabolismo (c.d. “alimenti dietetici”), o ancora di c.d. “baby foods”, non segue la regola generale: la possibilità di commercializzarli dipende, anche per essi, dall’ottenimento di autorizzazioni – secondo i casi – sanitarie o ministeriali. Lo studio ha le competenze per fornire all’operatore tutta l’assistenza che gli occorre per portare a termine dette procedure autorizzative.

  • Consulenza continuativa

    I professionisti of counsel dello studio con preparazione specialistica di diritto alimentare prestano servizi di consulenza e assistenza anche continuative alle imprese del settore. Queste, pur operando in un comparto caratterizzato da un grado elevato di normazione, e pur avendo necessità pressoché quotidiane di confronto con il legale, spesso non hanno la struttura adeguata per dotarsi di un proprio ufficio legale interno, o non lo ritengono conveniente dal punto di vista economico. Sovente, esse trovano invece molto utile esternalizzare questo servizio essenziale, stipulando con lo studio un contratto “a monte ore”, che garantisce loro ogni giorno e ad ogni minima necessità il vantaggio di un’assistenza e una consulenza stragiudiziali specializzate e sempre a disposizione, a fronte di una previsione esatta e costantemente “sotto controllo” dei costi del servizio.

  • Formazione in-house

    I professionisti of counsel dello studio specializzati nel diritto alimentare svolgono attività didattica e di ricerca sulla materia, e sono autori di decine di saggi, relazioni a convegni, voci enciclopediche, monografie, e di un manuale universitario riconosciuto fra i più importanti nel panorama del diritto alimentare.

    Essi da anni svolgono attività di formazione e aggiornamento tematici per enti e organismi del controllo ufficiale, direttamente (ad Aziende USL e Agenzie per la tutela della salute) o tramite istituzioni pubbliche di ricerca (ad esempio tramite il CNR, corsi al Dipartimento ICQRF del MIPAAF). Svolgono altresì attività di aggiornamento per imprese e di formazione per avvocati, in collaborazione con importanti società specializzate in formazione aziendale e forense (Altalex, IIR-IKN, Lexenia) e con Ordini professionali.

    Poiché le imprese alimentari hanno una continua necessità di formare il proprio personale, sia per avere al proprio interno risorse umane in grado di gestire da sé le problematiche giuridiche più spicciole o di minor gravità, sia per adeguare la propria struttura produttiva alle innovazioni legislative più ampie ed importanti (es. una disciplina dell’etichettatura completamente nuova), l’esperienza nella formazione professionale e aziendale maturata dai professionisti of counsel dello studio è ora messa a disposizione degli operatori che vogliano realizzare al proprio interno, direttamente presso la propria sede, iniziative di formazione mirate al proprio personale, anche eventualmente con il sostegno di finanziamenti derivanti da bandi europei, su progetti dell’azienda o elaborati dallo studio in collaborazione con essa.

Per informazioni:

foodlaw@studiozunarelli.com o

Tel: 0512750020