È stato avviato il 29 dicembre scorso il primo corridoio controllato doganale stradale tra il Porto di Ravenna e l’Interporto di Bologna: un ‘Fast Corridor‘ che consente di semplificare le procedure di sdoganamento, velocizzare il trasferimento delle merci in transito tra i due poli e, tramite l’utilizzo dei sigilli elettronici “eSeals”, garantirne la tracciabilità.

Anche nel Mare Adriatico nasce così il c.d. “corridoio controllato”, che permette agli operatori di richiedere “lo sdoganamento telematico in procedura domiciliata per merci in entrata via mare ed il trasferimento dei container da sottoporre a verifica fisica presso luoghi autorizzati esterni all’area portuale, attraverso un corridoio controllato dalla Piattaforma Logistica Nazionale”.

La procedura in parola richiede la compresenza delle seguenti condizioni: le merci devono essere confezionate in container; il contratto di trasporto deve essere unico ed includere la tratta coperta dal Corridoio controllato; il veicolo su cui viaggiano le merci deve essere controllato dalla Piattaforma Logistica Nazionale e gli operatori economici che gestiscono i magazzini di temporanea custodia devono utilizzare un determinato programma che permetta la procedura (nominato: “Colloquio T. C.”).

Sono molteplici benefici auspicabili dalla creazione del fast corridor, fra i quali: permettere la decongestione delle aree portuali; ridurre dei tempi di permanenza dei container nel porto, con conseguente risparmio sui costi; riduzione dei tempi di percorrenza; maggior sicurezza, grazie alla combinazione dei controlli documentali e monitoraggio fisico del flusso di merci e, infine, la possibilità per le aziende di integrare gli adempimenti doganali con le proprie procedure logistiche aziendali.

 (A cura dell’Ufficio di Bologna – Dott. Federico Tassinari – 051 2750020)

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