A causa del tunnel della crisi ottenere finanziamenti per l’impresa è sempre più difficile.

È evidente, pertanto, che quando è il finanziamento a raggiungere direttamente l’impresa con una proposta estremamente allettante ed un contratto semplice, la sorpresa è più che gradita.

Sembrerebbe superfluo in proposito segnalare che le circostanze indicate dovrebbero essere il primo significativo campanello di allarme per un soggetto imprenditoriale che opera a livello internazionale. Tuttavia, anche il più smaliziato degli imprenditori spesso è portato a cedere all’idea di trovare finalmente il supporto adeguato alla propria attività, soprattutto se la proposta proviene da un paese economicamente forte ed è accompagnata da elementi che inducono a confidare sulla sua affidabilità.

Recentemente lo Studio ha assistito una società cliente nel verificare il contenuto di un contratto di finanziamento pervenuto da parte di una organizzazione statunitense dichiaratasi non profit e di fama internazionale, tramite il quale si offriva l’anticipo dei costi di produzione e di spedizione all’estero dei materiali oggetto dell’attività imprenditoriale della società, a fronte del trattenimento di una percentuale sui profitti relativi a ciascuna operazione di compravendita.

L’offerta era presentata come la risposta ad una specifica richiesta di finanziamento effettuata, e già in parte negoziata, da alcuni componenti dell’impresa cliente operanti all’estero, ed era subordinata al versamento anticipato di una somma di denaro di importo pari alle spese governative necessarie a coprire l’emissione del finanziamento.

Tramite l’assistenza dello Studio, che ha verificato il contenuto delle clausole contrattuali e si è inserito nella negoziazione, si è immediatamente delineato il probabile tentativo dell’organizzazione di fare sottoscrivere alla società nel più breve tempo possibile un contratto con una previsione di versamento anticipato di una considerevole somma di denaro e, al tempo stesso, del tutto privo di tutele.

Ancora una volta, pertanto, è emerso come la negoziazione e la sottoscrizione di un contratto internazionale di finanziamento, o di qualsivoglia altro genere, siano operazioni di natura complessa, in quanto soprattutto coinvolgenti soggetti giuridici sulla cui solvibilità non sempre è possibile reperire informazioni certe e sicure.

Una opportuna assistenza legale professionale che, oltre al tradizionale vaglio giuridico offra la reperibilità delle suddette informazioni al di fuori dell’ambito nazionale, può quindi incidere in modo considerevole sulle conseguenze commerciali e giuridiche di siffatte operazioni, riducendo significativamente il rischio economico e le possibilità di contenziosi extra UE.

(a cura dell’Ufficio di Bologna – Avv. Valentina Saviotti – 051 2750020)

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