A partire dall’1 ottobre 2015, dopo essere stata sperimentata in alcune zone pilota, è ufficialmente entrata in vigore sull’intero territorio cinese la riforma della Business Licence.

Prima di esaminarne gli aspetti salienti, occorre inquadrare la predetta novella all’interno del più ampio panorama legislativo avente ad oggetto gli investimenti stranieri nella Repubblica Popolare Cinese; l’intera materia, infatti, è stata, e sarà, oggetto di numerosi interventi finalizzati ad una sua riorganizzazione. La ratio può rinvenirsi nell’esigenza, avvertita dal Governo di Pechino, di mitigare i maggiori costi che le imprese estere si trovano a dover affrontare per operare all’interno del mercato cinese con un allargamento delle attività permesse agli investitori stranieri nonché con una semplificazione e maggior efficienza delle relative operazioni burocratiche

Un primo intervento concreto in tale direzione riguarda l’emissione del nuovo Catalogo per gli Investimenti stranieri deliberato dalla National Development and Reform Commission e in vigore dallo scorso aprile. Rispetto alla precedente edizione si registra una riduzione significativa sia dei settori industriali ristretti all’investimento straniero sia di quelli in cui è richiesta la costituzione di una Joint Venture.

Esaminando ora la modifica della procedura inerente la Business Licence, il Governo cinese ha avviato la cosiddetta riforma del “tre in uno” (v. Circular on Implementing the “Three-in-One Certificate” Business Registration System Reform); con la sua entrata in vigore, infatti, non sarà più necessario ottenere  separatamente e da tre differenti autorità la business licence, l’organisation code certificate e il tax registration certificate bensì un’unica ed omnicomprensiva Business Licence rilasciata dall’ufficio locale dell’AIC (Administration for Industry and Commerce) avente un unificato “social credit code”.

Pertanto si potrà ottenere la nuova licenza unicamente mediante la predisposizione di un’unica domanda e presentando l’intera documentazione necessaria presso una sola Autorità.

Antecedentemente alla riforma, infatti, per ottenere una nuova registrazione era necessario conseguire tre differenti certificati emessi rispettivamente dallo State Administration for Industry and Commerce (SAIC), dal General Administration for Quality Supervision Inspection and Quarantine e (AQSIQ) dallo State Administration of Taxation (SAT).

L’obiettivo è offrire grandi vantaggi ai richiedenti semplificando la procedura e riducendo i termini della stessa.

Le imprese in possesso della Business Licence antecedente alla riforma, potranno mantenere i tre differenti certificati per tutto il periodo di transazione che si protrarrà sino al 31 dicembre 2017; tuttavia, durante tale periodo, qualora venga fatta richiesta di modifica alla registrazione già in possesso, i locali uffici dell’AIC sostituiranno la predetta documentazione emettendo una Business Licence conforme alla nuova normativa.

La riforma in oggetto sarà in grado di produrre benefici sia per le piccole che per le medio\grandi realtà commerciali, mantenendo il mercato cinese particolarmente appetibile per lo sviluppo dei relativi investimenti.

(a cura dell’Ufficio Shanghai – Avv. Mattia Nannini – 0086 21 51501952)

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