Negli ultimi anni significativi sono stati i progressi nelle relazioni bilaterali tra Cina e Albania. L’alleanza ideologica comunista tra i due Paesi, creatasi ad opera del dittatore stalinista Hoxha, in seguito alla crisi sino-sovietica, contribuì, tra gli anni ‘60 e gli ‘80, al forte sviluppo economico albanese. Ad oggi, la rinnovata amicizia tra le due nazioni ha portato la Repubblica Popolare Cinese a stanziare fondi per 1 milione di dollari a favore di nuovi progetti di investimento in territorio albanese (dati ICE), frutto di un accordo firmato tra il Ministro locale dello Sviluppo Economico, del Commercio e dell’Imprenditoria Arben Ahmetaj e l´Ambasciatore cinese a Tirana Ye Hau.
In tutto, attualmente, sono circa un’ottantina le aziende cinesi operanti sul mercato albanese, ma si tratta maggiormente di piccole-medie imprese. “Noi”, ha precisato Ahmetaj, “vorremmo una maggiore presenza delle società cinesi in Albania, e pertanto, invitiamo gli investitori cinesi allo sviluppo di nuove zone economiche sulla base, soprattutto, di partenariati pubblico-privati”. Durante l’incontro con l’Ambasciatore, il Ministro ha, inoltre, ribadito il particolare interesse dell’Albania a rafforzare la cooperazione economica con la Cina e ad attirare gli investimenti cinesi in loco, con riferimento soprattutto ai settori delle infrastrutture, energia termica, nucleare e turismo.
Ad oggi uno dei principali progetti in corso d’opera ed in cui gli investimenti cinesi risultano essere coinvolti, è quello per la costruzione e gestione del nuovo porto marittimo di Shengjin nel nord del paese. Il porto di Shengjin, il più settentrionale dei quattro scali dell’Albania, situato a sole 10 miglia dal confine montenegrino è, al momento, uno scalo di modeste proporzioni. Attualmente, le sue calate hanno una lunghezza limitata e, pertanto, non è ancora in grado di accogliere navi di capacità superiore alle 5.000 tonnellate. Tuttavia, in seguito agli imminenti investimenti che verranno impiegati al fine di migliorare le infrastrutture portuali, le sue dimensioni saranno, nell’arco di alcuni anni, destinate ad aumentare. “Sarà un porto” secondo le parole Arben Ahmetaj “che potrebbe servire non solo all’Albania ma anche al Kosovo, alla Serbia, alla Bulgaria e a tutta la regione”.
L’obiettivo del progetto presentato è quello di ottimizzare l’efficienza delle operazioni portuali nonché sviluppare ed accrescere la capacità del suddetto porto, aggiornando le infrastrutture esistenti. Il piano sarà suddiviso in tre fasi. La prima sarà incentrata sullo sviluppo del nuovo hub marittimo grazie alle infrastrutture già esistenti e mediante l’ulteriore prolungamento del molo, nonché la creazione del cementificio e del tunnel di collegamento al Terminal Cementiero. La seconda e la terza fase comprenderanno, invece, lo sviluppo del porto nella porzione a nord e la realizzazione di un secondo tunnel stradale ed, infine, di un terzo tunnel ferroviario.
Vediamo così come anche la Cina stia tenendo un occhio puntato sulle irresistibili opportunità economiche offerte nell’Europa dell’Est e, in questi termini, il progetto del porto di Shengjin in Albania potrebbe profilarsi come un’opportunità chiave nel tentativo cinese di rafforzare ed espandere la propria presenza economica nel Balcani.

(A cura dell’Ufficio di Bologna – Dott.ssa Linda Tontodonati – 051 2750020)