La dott.ssa Oriana Damasi e la dott.ssa Lucrezia Pari dello Studio Zunarelli di Bologna, assieme alla loro squadra “Gender Blender”, formata da altre 3 praticanti avvocate e studentesse, hanno conquistato il secondo posto al primo hackathon in Italia sui temi della valorizzazione del talento femminile nei percorsi di carriera legale, organizzato da ASLA (Associazione Studi Legali Associati), attraverso la sua sezione ASLAWomen.

La competizione, della durata di 24 ore non-stop, si è svolta a Pavia il 14 e 15 aprile 2018, presso i quattro Collegi Universitari di Merito – Almo Collegio Borromeo, Collegio Ghislieri, Collegio Nuovo, Collegio Santa Caterina – e ha visto la partecipazione di 27 giovani provenienti da tutta Italia, riunitisi per sviluppare idee e soluzioni volte a favorire il talento e la leadership femminile negli studi legali associati.

La squadra “Gender Blender”, di cui le dottoresse dello Studio Zunarelli hanno fatto parte, ha presentato un progetto che prevede il finanziamento di master e percorsi formativi post-laurea da parte degli studi legali associati, volti a incentivare la formazione delle professioniste sulle principali materie richieste dall’avvocatura d’affari.

Il progetto vincitore ha previsto, altresì, strumenti di sviluppo e sostegno professionale durante l’esercizio della professione:

1) la cristallizzazione di regole e criteri oggettivi all’interno degli statuti degli studi legali, diretti ad incentivare l’avanzamento di carriera delle professioniste. Ovviamente, sarà il fatturato e, quindi, la produttività generale del professionista, ad essere elemento cruciale per la predisposizione dei suddetti criteri;

2) la formazione di un Comitato Interno allo Studio che controlli e garantisca il rispetto dei criteri statutari e vigili sulle decisioni inerenti all’assegnazione degli incarichi. Il Comitato si propone, altresì, di fungere da “sportello di confronto” a cui la professionista e/o il professionista può rivolgersi qualora riscontri trattamenti discriminatori all’interno dello Studio in cui lavora.

Last but not least, l’adozione di strumenti di supporto alla crescita professionale:

  • il lavoro da remoto, pensato come strumento fruibile alternativamente da entrambi i genitori, offre alla/al professionista la possibilità di occuparsi del proprio lavoro in maniera flessibile e programmata, anche mediante l’utilizzo di banche dati online, piattaforme digitali e strumenti di comunicazione digitale. Il tutto coordinato dalla cosiddetta “clausola di reperibilità”: la/il professionista dovrà rendersi sempre disponibile per eventuali emergenze e, allo stesso tempo, sarà onere del team in studio avvisarla/lo in caso di necessità.
  • il networking: eventi e occasioni di incontro offrirebbero alle professioniste una visibilità che le renderebbe più influenti sul mercato e non più “discriminate” dal Cliente che, in genere, sceglie di farsi assistere da un professionista di genere maschile.

I progetti vincitori saranno presentati in occasione del prestigioso evento ASLA “Diritto al Futuro” che si terrà il 18 maggio 2018, a Milano.

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