Alcune recenti novità legislative ed autorevoli orientamenti giurisprudenziali aumentano i margini che la legge attribuisce a consumatori e non per uscire da situazioni di eccessivo indebitamento. Di particolare interesse appare la liquidazione controllata del patrimonio.

Presupposti oggettivi e soggettivi

Secondo quanto previsto dal nuovo Codice della Crisi di Impresa e dell’Insolvenza il debitore sovraindebitato può richiedere l’accesso alla procedura di liquidazione controllata del proprio patrimonio.

La procedura è rivolta a consumatori, professionisti, imprese minori, imprenditori agricoli, start-up innovative e ad ogni altro debitore non assoggettabile alla liquidazione giudiziale (ossia la nuova definizione di fallimento) o ad altre procedure liquidatorie, ampliando così i casi in cui è possibile farvi ricorso.

La procedura, come altre che riguardano i casi di sovraindebitamento, prevede il coinvolgimento preventivo, da parte del debitore e del professionista che lo affianca, dell’Organismo di Composizione della Crisi competente per territorio, al quale è demandato il compito di redigere una relazione in merito alla situazione economica, patrimoniale e finanziaria del debitore e alla completezza e attendibilità della documentazione presentata. Solo successivamente al coinvolgimento dell’Organismo di Composizione della Crisi potrà essere avviata la procedura in sede giudiziale, cui seguirà, al ricorrere dei presupposti, l’apertura della liquidazione con contestuale nomina del liquidatore, cui è demandato il compito di procedere con la liquidazione dei beni del debitore.

Apertura della procedura di liquidazione controllata in assenza di beni

In ragione delle caratteristiche dell’istituto, ci si chiede, quindi, se il debitore possa accedere alla procedura di liquidazione controllata anche nel caso in cui non abbia beni nel proprio patrimonio.

Sul punto, il Tribunale di Milano – sezione seconda, Sentenza, 12/01/2023 – con una recente ed innovativa pronuncia, ha ritenuto possibile l’apertura di una procedura di liquidazione controllata, ancorché in assenza di beni nel patrimonio del debitore.

Si tratta, evidentemente, di un autorevole orientamento giurisprudenziale che consente di individuare nuovi ed assai interessanti ambiti di applicabilità dell’istituto della liquidazione controllata del proprio patrimonio.

 

 

A cura dell’Avv. Elisabetta Sgattoni, Junior Partnerelisabetta.sgattoni@studiozunarelli.com

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