MASCHERINE BLOCCATE IN DOGANA: LA REQUISIZIONE DELLO STATO E’ LEGITTIMA?

 

In questi giorni di emergenza sanitaria per il Covid-19 la necessità di Dispositivi di Protezione Individuale, prima tra tutte di mascherine, si è fatta sempre più pressante.

Come a tutti noto le difficoltà di reperire tali dispositivi sul mercato li hanno resi uno dei beni più richiesti del momento.

La carenza di quantità ha fatto notevolmente alzare i prezzi e ha reso la produzione delle mascherine un’allettante opportunità imprenditoriale.

In questo contesto, si è reso necessario l’intervento dello Stato al fine di assicurare in primo luogo la fornitura degli  equipaggiamenti alle aziende sanitarie e ospedaliere.

Per tali  ragioni l’art. 6 del D.L. n. 18 dd. 17.3.2020 ha previsto che il Capo del Dipartimento della protezione civile possa disporre, anche su  richiesta  del Commissario  straordinario, la requisizione in proprietà  da  ogni  soggetto pubblico o privato di presidi sanitari e medico-chirurgici occorrenti  per  fronteggiare  la predetta emergenza sanitaria.

In questa prospettiva, il Commissario straordinario per l’emergenza ha assunto dei provvedimenti restrittivi nei casi di importazione.

In particolare è stata introdotta una semplificazione delle procedure doganali nelle ipotesi in cui i presidi siano destinati a particolari categorie di soggetti.

Nei casi in cui questi, invece, siano destinati a soggetti privati o comunque non rientranti nella cerchia di quelli individuati come destinatari meritevoli di essere preferiti a altri, è prevista la segnalazione dell’arrivo in Italia dei dispositivi da parte dell’Agenzia delle Dogane in modo che venga, ove ritenuto necessario, disposta la requisizione in proprietà da parte dello Stato a fronte della corresponsione di un’indennità all’importatore.

La requisizione da parte dello Stato dei presidi è perciò, al momento, senz’altro legittima tutte le volte in cui i dispositivi non siano destinati a determinati soggetti, tra cui, a titolo esemplificativo, regioni, enti locali o pubblici o, più in generale, ad altri soggetti che svolgono un sevizio pubblico essenziale.

Lo Studio si è occupato di alcuni casi in cui sono sorte delle contestazioni relativamente alla requisizione in proprietà ad opera dello Stato, dal momento che l’impianto normativo così come formulato non sempre permette di individuare in modo univoco i destinatari che possono essere considerati esercenti un servizio pubblico essenziale.

(a cura del Prof. Avv. Massimo Campaillamassimo.campailla@studiozunarelli.com e dell’Avv. Federica Fantuzzifederica.fantuzzi@studiozunarelli.com )

CategoryDiritto doganale